Nell’ipotesi di aver preso la decisione di sostituire il vecchio teak naturale, che ormai ha fatto il suo servizio, con il Teak sintetico , dobbiamo come primo passo pensare allo smantellamento della pavimentazione esistente. Esistono diverse scuole di pensiero sulle tecniche più idonee da adottare per tale tipo di lavorazione. Si va dal consumare con la pialla elettrica, la superficie delle doghe, dopo aver tolto tutte le viti, fino ad arrivare ud uno spessore di pochi millimetri, per poi, previa scaldata con un phon industriale, togliere la parte rimanente delle doghe con un raschietto. Esiste pure chi si ingegna creando ed adattando macchine utensili, con improbabili lame flessibili, nella speranza di velocizzare il lavoro. Possiamo dire che, data la natura del lavoro altamente manuale, ognuno di noi adotterà il metodo più consono alla propria esperienza….in sostanza si tratta di togliere un qualche cosa senza fare troppi danni.

Normalmente noi preferiamo adottare la via di mezzo che ci permette di essere abbastanza veloci nel rispetto del ponte esistente. Inizialmente lavoriamo con uno scalpello elettrico o pneumatico cercando di scheggiare nel senso doga, senza puntare immediatamente al distacco della doga, ma tentando piuttosto ad un consumo a strati. Qualche problema potremmo incontrarlo trovando le viti di fissaggio a quel punto con un po di destrezza, metteremo a nudo la vite il tanto che permetta di prenderla con una pinza per estrarla svitandola. Come si può intuire è un lavoro di estrema pazienza e come tale deve essere preso, armandosi di tutta la calma necessaria. Una volta smantellato e smaltito il vecchio teak cominceremo a togliere con gli utensili multiuso le tracce di collante gommoso nero, che generalmente viene usato per fare l’incollaggio. nella terza fase useremo delle levigatrici orbitali per portare la superficie al ” bianco “. Chiaramente nel caso si sia danneggiato il gel coat con la levigatrice, o strappando il collante, piuttosto che scardinando una vite, si dovrà procedere ad un’accurata stuccatura epossidica, approfittando pure di tappare i fori lasciati dalle eventuali viti. Un’altra veloce passata con l’orbitale, una pulizia con acetone e la superficie è pronta per ricevere i nuovi pannelli di Teak sintetico .